Gazzettino Luglio-Agosto

EDITORIALE

“La vita…

per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta…niente finisce quando vivi davvero.

Che sia benedetta”  Mannoia (Amara- S. Mineo- Amara)

Quando questa canzone fu presentata al Festival di Sanremo da Fiorella Mannoia il primo desiderio fu che potesse divenire la colonna sonora della cerimonia di premiazione del premio letterario nazionale “Un ponte sul fiume Guai” organizzato da Moby Dick.

Facendo parte della giuria del concorso in quei giorni del dopo festival mi ritrovavo a leggere, nel difficile compito di dare una valutazione ai numerosi racconti pervenuti; le storie di vita, dolore e combattimento, coraggio ed energia vitale mi emozionavano come al solito e non potevo che notare come fossero calzanti le parole “la vita… se cadi ti aspetta”.

Quando un evento grave e luttuoso come l’incontro con una malattia oncologica ti colpisce sembra che tutto finisca in quel momento, tutto è perduto e non c’è più spazio vitale; un senso di smarrimento e di vuoto, la paura di morire e di soffrire, la sofferenza quella vera che arriva con le cure che si devono affrontare, sembra che tutto sia perduto e invece, come testimoniato dalle persone che aiutiamo e  dalle persone che si sono permesse di scrivere il loro racconto ecco che “la vita… se cadi ti aspetta” e ci dà ulteriori, se non la massima,  possibilità di viverla fino in fondo.

“… niente finisce quando vivi davvero”; tanto più siamo impegnati a vivere nonostante tutto e meno abbiamo tempo per angosciarci nel morire. Come soleva dire G. Savonarola “ognuno attenda al ben vivere se vuole ben morire”, più sul piatto della bilancia del vivere mettiamo il peso di eventi in cui siamo stati significativi, unici e irripetibili e più il piatto del saper ben morire si innalza, si alleggerisce.

Questo non significa essere immortali, almeno fisicamente, ma darsi la possibilità di esserlo come testimonianza; quello che doniamo, quello che ci hanno donato, l’amore dato e ricevuto, quello è per sempre. “niente finisce quando vivi davvero”

Quando si incontra una patologia oncologica c’è una profonda differenza tra l’essere guariti e il “sentirsi” guariti; può accadere ad ognuno di noi di sentirsi morti nella vita o entrare vivi nella morte. Laddove sentiamo di non poter scegliere tra l’ammalarsi e il non ammalarsi la scelta d’obbligo è come stare di fronte all’evento malattia che sicuramente sarà influenzato da come saremo stati di fronte alla vita stessa.

Maurizio Cianfarini

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