Premio Letterario Nazionale Un ponte sul fiume Guai

Il Premio Letterario Nazionale in oncologia “Un ponte sul fiume Guai”, giunto alla VI Edizione, è aperto a racconti inediti sul tema del cambiamento di prospettiva esistenziale legato all’incontro con una malattia oncologica.

Vedi graduatoria VI Edizione

Il Concorso propone ai partecipanti di raccontare in forma di breve racconto scritto, attraverso l’episodio che ritengono più significativo, com’è avvenuto il passaggio dalla comprensibile disperazione legata alla scoperta di una malattia oncologica alla coraggiosa rivalutazione del senso e del valore della vita quotidiana, a partire da quegli aspetti minimali che l’esperienza di malattia e la minaccia di morte permettono ora di valutare in modo nuovo.

La partecipazione al Premio è gratuita e aperta a tutti i cittadini perché la condivisione, l’abbraccio (reale o metaforico) è una delle migliori cure. L’iniziativa è senza scopo di lucro e ha finalità sociale.

Con la realizzazione di questo Premio letterario Moby Dick si propone di:

  • dare voce a tutti coloro che hanno il desiderio di esprimere il proprio vissuto o si sentono vicini per esperienza o per sensibilità al tema;
  • offrire la possibilità di esprimersi a coloro che sanno, attraverso la scrittura, trasmettere emozioni e testimonianze altrimenti riservate solo a chi ne è coinvolto ma a volte non sa come parlarne;
  • interrompere l’isolamento di chi vive la malattia con un senso di disagio amplificato dallo stigma sociale;
  • contribuire a stimolare riflessioni e condivisione riguardo ad un argomento, il cancro, che fino a tempi recenti rappresentava un tabù;
  • essere di conforto e fornire spunti e speranza attraverso la narrazione di esperienze vissute da altri;
  • dare visibilità a quanti, affrontando quest’esperienza di malattia, sono riusciti con coraggio a trarne profondi insegnamenti di vita;

L’idea di organizzare un Premio Letterario è nata nel 2007 dal lavoro quotidiano che svolgiamo in ambito oncologico. L’incontro con tante persone che ci hanno raccontato le loro storie, talmente ricche dal punto di vista umano, di esperienze vissute e di valori recuperati da voler offrire uno spazio pubblico a chi ha voglia di raccontarle e condividerle.

Nel parlare di tumore, di cancro, spesso la dimensione intima viene negata e tacitata. Si parla di aspetti medici, della ricerca, di statistiche e probabilità e si perde di vista l’enormità dell’esperienza umana.

Inoltre, si parla poco delle grandi conquiste che molti sono riusciti ad ottenere e del valore che loro hanno attribuito al vivere ogni giorno al meglio.

Ci piace che questa nostra iniziativa, che si inserisce in un’area legata spesso soltanto a sofferenza e angoscia, abbia una dimensione ludica, propositiva, lo sguardo è rivolto al superamento delle difficoltà. La premiazione è sempre una occasione di incontro e prevede la lettura pubblica di alcuni racconti.

La scelta di un premio letterario è legata alla proprietà stessa della scrittura. Scrivere è di per sé un atto terapeutico, è liberatorio. Attraverso la scrittura esprimiamo sentimenti e pensieri. E il vederli espressi su un foglio obbliga spesso a rileggerli e modificarli per renderli più chiari. Dover scegliere la parola che meglio descrive e fa capire all’altro – anche solo immaginato – quello che abbiamo provato, decidere se e come inserire la punteggiatura, dà un senso e un ordine. Spesso è sufficiente dare un nome a quello che si prova per sentirsi meglio, per non sentirsi “strani”.

Il FOGLIO diventa il CONTENITORE delle emozioni e dei pensieri ed è CONDIVISIBILE.

Spesso chi vive o ha vissuto una malattia oncologica, da malato o da accompagnatore, ha difficoltà a parlarne. Per paura di provocare sofferenza o di non saper gestire la situazione preferisce tacere o parlare di altro. Questo fa aumentare il proprio senso di solitudine e di incomunicabilità, conseguentemente si allontana dagli altri perché non si sente compreso. “Gli altri non riescono a leggerci dentro”.

Abbiamo scelto questo titolo “Un ponte sul fiume Guai” perché tra le varie opzioni è il titolo che più di tutti ci ha fatto sorridere quando l’abbiamo pensato e tra i nostri obiettivi c’è proprio quello di raccontare sorridendo esperienze molto spesso associate solo a sofferenza e angoscia.

Il ponte da una lato UNISCE e dall’altro permette di fermarsi e osservare l’acqua dall’alto senza esserne immersi.

Anche la scrittura può rappresentare un PONTE: tra interno ed esterno, tra l’esperienza intima di chi scrive e chi legge, e – come un ponte – permette di fermarsi ad osservare le emozioni ed i pensieri, di guardare in basso, cioè nel nostro intimo senza essere completamente coinvolti o stravolti dalle emozioni stesse.

Inoltre, siamo noi che scegliamo se attraversare il fiume, se fermarci, se tornare indietro e non rischiamo di essere spinti dalla corrente finché il ponte ci sostiene, allo stesso modo la scrittura ci permette di controllare e decidere cosa raccontare, come dirlo e secondo quali ritmi.

Quello che vogliamo comunicare con questo titolo è: “diamoci la mano e andiamo a vedere insieme cosa c’è dall’altra parte” (attraversa questo ponte insieme a noi) e dall’altra parte ci sono anche tante persone che sono state malate ma sono guarite e hanno tratto da questa esperienza profondi insegnamenti (dr.ssa Raffaella Restuccia)

Riconoscimentiper ogni edizione l’iniziativa ha ricevuto oltre a numerosi Patrocini istituzionali la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana